Immune to bags under the eyes

Yoox takes us into science fiction with Yooxmirror. Interactive virtual dressing room, which through the app will help customers in their personal mix & match gaming between garments and accessories. The outfits created can be shared on social networks or saved on the Yoox Wishlist.

The Daisy avatar guides the customers. Immune to bags under the eyes and the perfect makeup will also be the new tireless influencer for the instagram page of the brand. First case in the world. Complex algorithms and Artificial Intelligence are the foundations of the technology that supports this innovative project.

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The explosive growth and the diffusion of interconnection technology have changed what we can consider community, culture and society. Several studies help us to understand the psychological implications that characterize the user who interact with virtual representations.

In a study entitled “What Does My Avatar Say About Me?” (2015), Fong and Mar researchers have demonstrated the social consequences of the strategic selection of the avatar.

The avatar, according to the research, is chosen by the users in relation to their relationship objectives.

Daisy, will it be a unique model? With only super attractive features? In case there is not a possible choice, it will represent a net variance with most of the real images. Clearly highlighting an often unattainable model. The comparison with reality will play a very delicate game that will see disadvantaged less organized and stable personalities. Therefore, on average, the younger generations who are the main target of this type of tools.

The sharing on the channels owned by the users and the “feedback on Daisy”, are an excellent marketing strategy for the company, but they describe a scenario of confrontation that is psychologically complex and at the same time very delicate.

Technology is accelerating in an amazing and deeply fascinated way, but the human being does not have the same emotional speed to be able to better manage these new stimuli. The created gap brings with it many risks, which make us more and more dependent on a technology not really at our service.

 


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 Yoox ci porta nella fantascienza con Yooxmirror.  Camerino virtuale interattivo, che attraverso l’app aiuterà i clienti nel loro personale gaming di mix&match tra capi e accessori. Gli outfit creati possono essere condivisi sui social o salvati sulla Wishlist di Yoox.

A guidare i clienti l’avatar Daisy. Immune ad occhiaie e con il trucco sempre perfetto sarà anche la nuova instancabile influencer per la pagina instagram del brand. Primo caso al mondo. Algoritmi complessi ed Intelligenza Artificiale sono le basi della tecnologia che supporta questo innovativo progetto.

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La crescita esplosiva e la diffusione della tecnologia di interconnessione hanno cambiato ciò che possiamo considerare comunità, cultura e società. Diversi studi ci aiutano a comprendere le implicazioni psicologiche che caratterizzano l’utente che interagire con le rappresentazioni virtuali.

In uno studio intitolato “What Does My Avatar Say About Me?” (2015), i ricercatori Fong e Mar hanno dimostrato le conseguenze sociali della selezione strategica dell’avatar.

L’avatar, secondo la ricerca viene scelto dall’utente in relazione a quelli che sono i suoi obiettivi di relazione.

Daisy, sarà un modello unico? Con caratteristiche solo super attraenti? Nel caso non ci sia una possibile scelta, rappresenterà uno scostamento netto con gran parte delle immagini reali. Evidenziando in modo netto un modello spesso irraggiungibile. Il confronto con la realtà giocherà una partita molto delicata che vedrà svantaggiate le personalità meno organizzate e stabili. Quindi, mediamente, le generazioni più giovani che sono il principale target di questo tipo di strumento.

La condivisione sui canali di proprietà degli user e i relativi feedback su Daisy, sono un’ottima strategia di marketing per l’azienda, ma descrivono uno scenario di confronto psicologicamente complesso e nello stesso tempo molto delicato.

La tecnologia sta accelerando in modo stupefacente e profondamente affascinate, ma l’essere umano non ha la stessa velocità emotiva per riuscire a gestire al meglio questi nuovi stimoli. Il gap creato porta con se molti rischi, che ci rendono sempre più dipendenti da una tecnologia non proprio al nostro servizio.

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