The science of beautiful

Why do certain configurations of lines and colors and shapes stimulate us so much?
In recent years, scientists have dedicated themselves to the concept of beauty by referring to evolutionary psychology and neuroscience.

Numerous research has shown that a few simple parameters define an attractive face: normality, symmetry and hormone effects.

The first factor, normality, refers to the concept that common faces represent the main trends of a group. A sort of statistical media, enhanced by the genetic thesis. That is, mixed characteristics represent a greater genetic diversity and adaptability to the environment.

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The second factor contributing to beauty is symmetry. So symmetrical faces are judged to be more attractive, as well as being perceived in good health.

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The third factor that contributes to the attractiveness of a face is the effect of hormones. For example, estrogens produce characteristics that signal fertility. While testosterone produces characteristics that we typically consider masculine.

So, what happens in the brain when we see beautiful people?

Attractive faces activate parts of our visual cortex (occipital lobe), specifically an area called fusiform gyrus (face recognition) and an adjacent area called the lateral occipital complex (object analysis). Furthermore, the attractive faces are able to activate the reward and pleasure centers in the front. This link reinforces our experience of beauty in a sensitive way, developing the stereotype “the beautiful is good”. It seems that our brain associates beauty and goodness with reflection. A biological mechanism that clearly conditions the social consequences of beauty.


 

Perché certe configurazioni di linee e colori e forme ci stimolano così tanto?In questi ultimi anni, gli scienziati si sono dedicati al concetto di bellezza facendo riferimento alla psicologia evoluzionistica e alle neuroscienze.

Le numerose ricerche hanno dimostrato che pochi semplici parametri definisco un viso attraente: normalità, simmetria e effetti degli ormoni.

Il primo fattore, la normalità, fa riferimento al concetto che  visi comuni rappresentano le principali tendenze di un gruppo. Un sorta di media statistica, valorizzata dalla tesi genetica. Ovvero caratteristiche miste rappresentano una maggiore diversità genetica e adattabilità all’ambiente.

Il secondo fattore che contribuisce alla bellezza è la simmetria. Quindi i visi simmetrici sono giudicati più attraenti., oltre ad essere percepiti in buona salute.

Il terzo fattore che contribuisce all’attrattività di un viso è l’effetto degli ormoni.. Ad esempio gli estrogeni producono caratteristiche che segnalano la fertilità. Mentre il testosterone produce caratteristiche che consideriamo tipicamente mascoline.

Quindi, cosa succede nel cervello quando vediamo persone belle?

I volti attraenti attivano parti della nostra corteccia visiva (lobo occipitale), nello specifico un’area chiamata giro fusiforme (riconoscimento dei volti) e un’area adiacente chiamata complesso occipitale laterale, (analisi degli oggetti). Inoltre, i visi attraenti, sono in grado di attivare i centri di ricompensa e del piacere nella parte frontale. Questo link rafforza in modo sensibile la nostra esperienza della bellezza, sviluppando lo stereotipo “il bello è buono”. Sembra che il nostro cervello associ di riflesso bellezza e bontà. Un meccanismo biologico che condiziona in modo evidente le conseguenze sociali della bellezza.

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